RECENSIONE - "Accad(d)e" di Maria Fonte Fucci

Titolo: Accad(d)e
Autrice: Maria Fonte Fucci
Editore: Collana Policromia - PubMe
Genere: thriller
Prezzo ebook: 2,99 euro
Prezzo cartaceo: 15 euro
Pagine: 108
Autoconclusivo

ORDER

Per Giacomo è una serata come le altre.
Sa già che, una volta oltrepassata la porta della sua casa, un muro di ostilità gli si parerà innanzi.
Come ormai succede da tanto tempo. Da troppo.
Le responsabilità che gravano sulla sua schiena sono più forti di qualsiasi altra cosa, più forti anche della pensione che ha raggiunto dopo anni di sacrifici.
Traguardo che passerà, come sempre, sotto una crudele indifferenza.
Eppure la visita inattesa di Manuel, il vicino, dà una piega diversa a una serata buia come l’appartamento di Giacomo.
Perché Manuel non è solo: con lui, una ragazza timida, quasi timorosa.
Una ragazza che, dopo poche ore, tornerà a bussare alla porta di Giacomo, ma questa volta ad aprire sarà Marisa, sua moglie, una donna squassata da un dolore troppo grande da poterlo descrivere.
Basta uno sguardo, e Marisa capisce tutto.
Un altro mostro ha messo piede nel loro caseggiato.
Un mostro dalle fattezze di angelo.
Come colui che, molti anni prima, stravolse la loro famiglia.
Accadde.
Accade.

Può una donna sola e indifesa salvare se stessa e chi le sta intorno?  


Maria Fonte Fucci è un’insegnante di materie tecnico-economiche presso Istituti Tecnici nel nord Italia.
Nata il 7 settembre 1980 a Canosa di Puglia, un paesino del Sud Italia, ha cominciato i suoi studi prima a Bari per poi proseguirli a Chieti conseguendo una laurea in Economia e Commercio, una laurea in Scienze e tecniche psicologiche, un Master in Amministrazione, Finanza e Controllo di gestione e un altro in Scienze Geografiche. 
Da circa quattro anni ha cominciato a coltivare la passione per la recitazione diventando membro attivo di un’Associazione teatrale. Proprio tale passione le ha dato l’opportunità e lo stimolo giusto per provare a riprendere in mano quella penna, dopo averla riposta nel cassetto nel periodo adolescenziale, e di mettersi in gioco con questa prima opera.

Buongiorno a tutti,
Per la seconda volta in pochi giorni torno a parlarvi di un libro che parla di violenza sulle donne.
Si tratta di "Accad(d)e", di Maria Fonte Fucci, pubblicata nella Collana Policromia che mi ha fornito il file per la lettura.
Mi sono trovata di fronte a una storia di violenza con retroscena che coinvolgono tante persone che non hanno saputo affrontare il dramma. Il rancore verso se stessi e gli altri, le accuse di responsabilità e l'attaccamento al passato hanno reso invivibile la vita di tutti. Al punto da far deragliare un'intera famiglia e tutti coloro che ne sono stati parte.

"Era al capolinea, ormai. Era questa la vita? Sacrificarsi anni per raggiungere una posizione, essere costretto costantemente ad apparire sereno e tranquillo con l’inferno che ci si porta dentro. E adesso? Stava finendo tutto. Nel peggiore dei modi."

L'inizio del libro è veramente lento, immagino si volessero trasmettere i sentimenti dei personaggi e il loro stato psicologico, in realtà come lettrice mi sono trovata ad arrancare per tenere il ritmo della lettura.
Narrazione in terza persona al passato, tanti i pov presenti e repentini i loro cambi, la cosa richiede davvero un'attenzione certosina per comprendere i passaggi. Dei personaggi si conosce la situazione attuale fatta di egoismo, vittimismo e rassegnazione, inoltre  si viene a scoprire il passato grazie ai ricordi che li presenta per quello che erano. La parte del passato l'ho trovata un po' fuorviante a tratti dilungata.

"Nonostante avesse bisogno di sentire il calore di un abbraccio o di un bacio che non sentiva da secoli, ormai, non avrebbe osato tradire Marisa per nulla al mondo. Sebbene nei suoi pensieri..."

Serve arrivare quasi ai 2/3 del libro per scoprire cosa è realmente successo il giorno che ha mutato il corso della vita di Giacomo e della sua famiglia, prima è un susseguirsi di congetture e accuse reciproche che portano a un unico capro espiatorio. Da qui in poi la storia decolla e in un susseguirsi di eventi si giunge alla fine che mi ha lasciata insoddisfatta, sospesa.
Alcuni eventi in realtà li trovo quasi forzati, ma non spetta a me sindacare sulle scelte dell'autore.

"Qualcuno la vedeva per davvero. Qualcuno aveva notato la tristezza che le velava gli occhi.
...
Che sensazione meravigliosa essere riconosciuta, essere guardata."

Come vi dicevo le vittime sono parecchie e per assurdo è l'antagonista ad avere più impatto e a essere più delineato per carattere e psicologicamente. Convinto di aver il potere e riuscirlo a usare a suo piacimento.

"Non si era mai trovato in una situazione del genere, non si era mai ritrovato ad avere paura. Non era un sentimento che gli apparteneva."

Anche se penso di aver compreso il percorso che voleva fare l'autrice a livello emotivo e psicologico, a mio avviso non vi è riuscitoa del tutto; perché non amo le scappatoie e in questo caso mi è sembrato che ne sia stata usata una che ha peggiorato la situazione.
Il file che ho letto è corretto, ma presenta un paio di frasi non molto chiare e un espressione che credo sia dialettale perché non ho trovato riscontri in merito.

Come dico sempre non fermatevi alle mie impressioni, ma leggete e fatemi sapere la vostra opinione.
Lo consiglio a chi piacciono i thriller psicologici.

Buona lettura!
Monica S.


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