RECENSIONE - "The Aristocrats" di Daria Torresan e Brunilda Begaj

Titolo: The Aristocrats
Autore: Daria Torresan e Brunilda Begaj
Genere: Mafia Romance
Editore: Self Publishing
Data Pubblicazione: 1 Agosto 2019
Formato: Ebook
Prezzo: € 2.99
Serie: Autoconclusivo




Ricchi, potenti e di una bellezza quasi eterea, i fratelli Doko sono “I signori dell’est-Europa”. Arroganti, pericolosi e disonesti fino al midollo, non provano pietà, non rispettano le regole e l’unica legge che conoscono è la loro. 
La sola parola che conta è la loro. 
Tutti li temono, tutti chinano il capo al loro cospetto. Tranne le sorelle Norik, discendenti dirette della donna più autorevole e rispettata nell’Europa orientale, nonostante il passato per nulla glorioso. Il loro cognome è sinonimo di potere e protezione. Per loro la legge è al di sopra di tutto, non giocano sporco, non ne hanno bisogno. Ma il loro rispetto va guadagnato e i Doko l’hanno perduto da tempo.
C’è un confine invalicabile tra le terre degli uni e delle altre.
Due famiglie, due imperi in lotta da sempre per la supremazia. Ma la loro battaglia rischia di portare alla luce troppi segreti. Quanto a lungo possono i protagonisti di questa faida farsi carico dell’antico odio che li separa? Quanto, prima che gli istinti carnali sfocino in una passione travolgente? 
Perché davanti a un sentimento come l’amore, il cognome che porti non conta nulla. 

Buongiorno, come sapete siamo in ferie e molti di voi hanno avuto le recensioni posticipate, non vogliatecene, però oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto privatamente, si tratta di "The Aristocrats" di Daria Torresan e Brunilda Begaj.

Dopo aver intrattenuto una interessante conversazione con una delle autrici, di comune accordo, abbiamo deciso di rendere pubblica la recensione per dar modo a tutti di dire la propria opinione. Eccola qui direttamente da Amazon.
Ho preso il libro tramite l'abbonamento KU perché incuriosita dalle autrici, che non ho mai letto, e dalla storia di cui negli ultimi mesi ho sentito molto parlare.
Una sinossi fitta che prometteva tante scintille ma...

Ancor prima del prologo un albero genealogico svela molto di come potrebbero essere gli intrecci presenti e quali sono stati quelli passati. I primi capitoli mettono in chiaro le dinamiche e fanno sì che tutta la suspense che potevo trovare è andata scemando in un nulla di fatto.

La trama scorre abbastanza fluida, la narrazione è a pov alterni e tutti i personaggi hanno il loro momento per raccontarsi. Le azioni sono in contrasto coi pensieri, questo non sarebbe neanche tanto assurdo se non fosse che tutti sono già al corrente di cosa in realtà provano gli altri, tranne loro, che sembrano non conoscersi e addirittura ignorano i loro stessi sentimenti.

Una lettura quasi piatta se non per rari momenti in cui finalmente sembra smuoversi qualcosa ma il tutto finisce in un nulla di fatto.
Scene sessuali lunghe e molto articolate, eccessive come va di moda in questo periodo. Ho avuto l'impressione che si sia cercato di stupire proprio con queste. Un linguaggio non sempre consono, a volte molto diretto e il secondo dopo troppo educato, questo fa sembrare i personaggi bipolari.

"Era eccitato come un cane in calore, il grande capo. Sognava quel momento da una vita. Se lo aveva raggiunto, però, era solo per colpa nostra. Anni di rivalità gestita in maniera eccepibile, e poi era bastata l'ingenuità di mia sorella per mandare tutto all'aria."

Misteri: inesistenti.
Tutto è fin troppo palese e sembra inverosimile che proprio chi è coinvolto non veda ciò che ha davanti agli occhi.
L'ambientazione Albanese poteva dare qualcosa di bello in fatto di usi e costumi, invece salvo per qualche rara forma di benvenuto e titolo di cortesia non vi è altro.

"C'erano troppi segreti di cui non ero a conoscenza, troppi sentimenti nascosti sotto finti sorrisi e sguardi di gelo. Più passava il tempo, nonostante fossero a malapena due giorni che ero arrivata, più mi convincevo di conoscere solo un millesimo di ciò che si celava sotto tutto quell'odio."

I Doko sono dei mafiosi ma anche questo elemento è di contorno, troppo evanescente se non verso il finale.

"Guardai di nascosto l'uomo che mi aveva generato: l'eleganza nel portamento, la fierezza nello sguardo. Era l'unica persona al mondo che riusciva a spaventarmi: da piccolo, quando si arrabbiava, ma anche nel presente, quando i suoi occhi si riempivano di collera."

Le Norik, che dovrebbero essere le paladine della giustizia in realtà non è che siano così linde, hanno i loro bei traffici e scheletri negli armadi.

"Kendra Norick era una donna chiusa, introversa e apparentemente insensibile. Non potevo dire di conoscerla bene, considerato il poco tempo vissuto insieme, ma ero certa nascondesse segreti, e sentimenti che, se svelati, l'avrebbero resa molto più che umana di quanto volesse apparire."

Alla fine le soluzioni troppo pittoresche e il finale forzato mi hanno fatto sorridere, una favola a lieto fine, imposto ma a lieto fine.

A complicare la lettura devo dire che ci sono stati diversi problemi: refusi, impaginazione che lascia molto a desiderare e altri errori tecnici come caporali aperti e mai chiusi (cosa che mi ha fatto più volte saltare dal dialogo alla narrazione senza il giusto stacco e quindi dovevo ripetere la lettura per capire cosa fosse successo), maiuscole senza punti a precederli, sbalzi temporali repentini.
Lo ammetto sono una lettrice molto esigente ma consiglierei di controllare il file che è stato caricato.

La storia può piacere quindi non fermatevi alle mie impressioni ma leggetela e traete le vostre opinioni.
Un vero peccato perché ero piena di aspettativa, leggerò qualcos'altro delle due autrici perché voglio dar loro un'altra possibilità.


Ps. I refusi sono stati sistemati, cosa di cui mi rassicura l'autrice Daria Torresan.

Buona Lettura.
Monica S.


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