RECENSIONE - "Sonnifera" di Riccardo Gramazio

Titolo: Sonnifera
Autore: Riccardo Gramazio
Genere: Thriller psicologico
Editore: Lettere Animate
Data Pubblicazione: 2014
Prezzo Cartaceo: € 13,00
Prezzo ebook: € 2,49
Pagine: 186

ORDER

Terry Stones, cantante fallito e ben presto dimenticato, si risveglia nudo e frastornato in una sconosciuta abitazione. Ad attenderlo Selene, misteriosa guida al servizio di un ricco e inquietante imprenditore. Quello che sembra solo un incubo si trasforma in un viaggio frenetico negli abissi della mente, del passato e dello show-business. In una Los Angeles più rovente che mai, Terry cercherà la verità sfuggita allamemoria, il nodo che lo ha legato all'enigmatico poeta Icaro.

Biografia autore (con foto se vuole) Riccardo Gramazio nasce a Milano il 30/9/1986. Inizia a scrivere molto presto racconti, poesie e canzoni. Il suo primo romanzo, Petali cadenti, arriva nel 2010. Per Lettere Animate pubblica Sonnifera e Cliché Noir, rispettivamente nel 2014 e nel 2017. Ricky Rage è il nome d’arte utilizzato dall’autore in ambito musicale. Tre album all’attivo.

Siete pronte per incontrare Terry Stones il famoso cantante rock, maledetto e pazzoide? Siete preparate alla sua pazzia, alla disorganizzazione del reale, alla sua dimensione onirica, che sfonda nel reale perché la linea che divide la realtà e il sogno Terence la varca in continuazione, grazie all’aiuto dell’alcool e delle droghe che usa e abusa fino ad arrivare più volte alla morte?
Siete preparate a un mondo che schizza come una pallina impazzita e colpisce le pareti, che vi lascia stordite e confuse? Avete il coraggio di toccare il fondo con lui, di sentirne il dolore, di percepire la violenza della sua rabbia, di entrare nella sua distruzione?
Perché è proprio quello che succede quando si entra nella storia di questo romanzo. Uno stato d’ebrezza continuo, uno sprofondare in situazioni incomprensibili, appresso a una trama convulsa in cui il protagonista si rivolge a tu per tu al pubblico, dicendogli volgarità e parolacce, che lo maledice e lo porta nei meandri della realtà del mondo del rock and roll. Giudice aggressivo del mondo in cui vive, inflessibile, cattivo verso tutti e soprattutto verso se stesso. Un vero maledetto. Vederlo rotolare, macilento giù dalla collina del successo, nel fango e nel luridume sembra normale.

“Non c’è nulla di originale, direste, questa storia è la solita misera stronzata partorita da un impostore alla ricerca di continui appigli.”

In effetti è così, una misera storia, simile a quella di tanti altri maledetti come lui che si sono persi, che non hanno retto il successo o la sua mancanza. Niente di nuovo nella storia.
Parti di grande lirismo invece si toccano quando l’anima di Terence Stones si spoglia di tutte le sovrastrutture e si mostra nuda, vera, nella sua disarmante fragilità. Quando racconta del ruolo del padre che non ha sostenuto, ma ostacolato il suo bisogno di musica, quando parla del suo speciale rapporto con il fratello minore, quando si rende conto di avere amici che lo amano e fans che non si sono dimenticati di lui. 
La dolcezza del suo amore puro per la sua nuova ragazza, Jessica, che lo ama ora che ha perso tutto, che lo aiuta a ricominciare, a ritrovarsi, della gioia di suonare nella libertà insieme a due ragazzini per strada.

“Questo è rock! Scroccare una chitarra a due adolescenti brufolosi, accordare a orecchio e cantare per i passanti.”

Le parti più noiose e artificiose sono quando inveisce o fa la paternale parlando come un vecchio che non capisce i giovani e la loro musica, che se la prende con i discografici o i giornalisti che etichettano la musica e che rovinano la vita. Diventa davvero noioso e mortalmente insignificante per la storia, appesantendola. Altrettanto difficile è quando la narrazione entra ed esce dal sogno al reale o è la realtà che invece è un sogno. Difficile tenere il filo e non venire fagocitati dall’incomprensibile, bisogna andare avanti e avere pazienza fino alla fine e oltre.
A chi può piacere? A vecchi amanti del rock and roll e di storie di poeti maledetti che rinascono dalle loro ceneri e che hanno pazienza e non si spaventano della confusione.



Nessun commento:

Posta un commento