RECENSIONE "Il bambino che non poteva amare" Federica D'Ascani

Titolo: Il bambino che non poteva amare
Autore: Federica D'Ascani
Editore: Triskell
Genere: Narrativa
Formato: ebook e cartaceo
Prezzo: ebook 4,99 €, cartaceo 12,66 €
Data Pubblicazione: 20 Maggio 2019



Quando Teresa partorisce e sente per la prima volta il pianto di suo figlio pensa che non possa esserci gioia più grande di quella che sta vivendo: Libero, suo marito, è in una stanza a pochi passi e Paolo, il suo piccolo appena nato, a un soffio. Ma il tempo passa e nessuno, in sala, la degna di uno sguardo. C'è qualcosa che non va. E poi la sentenza: suo figlio è morto, suo figlio è deforme, suo figlio non merita neanche di essere visto. La vita di Teresa diventa il fulcro dell'Inferno in una manciata di secondi, e tutta l'allegria provata fino a quel momento scema per lasciare posto a un vuoto incolmabile. Ma Teresa non sa la verità: Paolo è vivo, Paolo è in buona salute, Paolo ha la sindrome di Down ed è stato appena mandato in manicomio. C'è stato un tempo in cui nascere diversi era un modo come un altro per non esistere, un tempo in cui bambini e adulti, se pazzi o anormali, venivano semplicemente dimenticati. E se per Paolo le cose andassero in maniera diversa?

Mi sono imbattuta casualmente in questo romanzo leggendo un post su Facebook dell'autrice, tre cose: cover, titolo, sinossi, e mi sono detta: "lo devo leggere!" e ora finalmente a nome di Opinioni Librose posso finalmente recensirlo.

La lettura di questo romanzo non è stata facile, gli argomenti trattati sono forti, e a essere sincera, ho fatto fatica a trattenere le lacrime.
I personaggi di questo romanzo sono molteplici, se dovessi dirvi quale è il principale, vi direi che per ogni loro aspetto, ognuno di essi ha un ruolo determinante nello sviluppo della storia.

Come già detto nella sinossi, Teresa e Libero sono due genitori a cui è stata tolta la possibilità di abbracciare il loro bambino nel momento più intenso e più bello che un genitore possa vivere nella propria vita, ma hanno avuto la sfortuna di incontrare chi non sa che un genitore ama suo figlio in modo incondizionato e a qualsiasi costo.
Paolo è il fulcro su cui ruota la storia un bambino che ha solo pochi mesi, indifeso e privato dall'effetto dei suoi genitori.
Nel 1943, anno in cui il piccolo Paolo è venuto alla luce, qualcuno che osava definirsi saggio e onnipotente decideva le sorti dei bambini nati con malformazioni o, nel caso di Paolo, con la sindrome di Down, non avevano diritto a vivere...
No, erano gli uomini acculturati a essere malati, convinti di essere superiori alla media per l’istruzione ricevuta. Credevano di avere il diritto di vita e di morte sugli altri, come se un’entità divina avesse impartito loro compiti oscuri, sconosciuti ai comuni mortali. Bartolo sapeva che il tutto derivava da un delirio di onnipotenza. La stessa onnipotenza che aveva condotto l’Italia alla guerra, al nazismo, alla barbarie inconsulta, al fascismo, alle morti ingiustificate, al comunismo, agli omicidi mascherati da patriottismo e resistenza.

Diritto di vita e di morte su un essere vivente ritenuto inferiore... 

Ma Paolo è fortunato, nel manicomio dove è stato portato, ha incontrato i suoi angeli custodi, la dottoressa Mara Gigli e l'infermiera Sara che hanno combattuto contro tutto e tutti, a discapito della loro felicità, alla ricerca di una vita migliore per Paolo e per tutti quei bambini che non hanno avuto la fortuna di Paolo, come il ragazzo del letto 47  un bambino che non ha nemmeno un nome tanto la sua vita era insignificante. Questo ragazzo, un numero, rappresenta esattamente tutti i pazienti della struttura. Per tutti inesistente, il nulla.
Questo è un romanzo struggente, scritto molto bene, scorrevole, dal linguaggio ricercato e adeguato al contesto e all'epoca, ma la parte emotiva è senza dubbio il punto forte della storia.
Ho provato ansia, rabbia, batticuore, una storia che mi ha tenuta incollata fino alla fine, dalle tinte forti, tante sfumature di odio e di amore, che mescolate hanno dato vita a una trama travolgente. È stato impossibile non provare forti emozioni a ogni pagina, righe piene di livore, ma anche di speranza e tanta pena per chi avrebbe dovuto difendere la vita.

Senza Mara e Sara, Paolo,  non avrebbe mai conosciuto l'amore negato a molti altri bambini come lui, la loro forza, la loro determinazione fanno da monito a chi decide di intraprendere una carriera di questo genere, l'autrice ha colto in pieno il senso di questa professione...

Mara non aveva studiato per perpetrare esperimenti su cavie umane, per annientare vite nobili quanto la sua. Vedeva tutti i giorni gli adulti, colpevoli solo di essere introversi, di essere poveri, di non avere altra famiglia all’ infuori di loro stessi, mangiare carne con un cucchiaio e avere le braccia costrette in camice di forza. Vedeva tutti i giorni individui derubati dell’amor proprio, del diritto all’ assistenza medica, privati di una dignità inscindibile dalla vita stessa.

Grazie a persone  come loro, molte persone hanno ritrovato la dignità nella malattia, essere finalmente considerate persone e non "oggetti".
Mi hanno colpita tantissimo le parole di Sara quando accetta di aiutare la dottoressa Gigli,

«Vede,» riprese, «pochi giorni fa stavo facendo il bagnetto a un bambino e quello mi si è avvinghiato addosso, chiedendomi affetto con gli occhi, con le mani… con tutto. Non ho avuto cuore di non restituirgli l’abbraccio, ma ho sentito la morte dentro. Se posso fare qualcosa, anche solo per una creatura innocente, la farò» le assicurò, seria. «Anche se dovesse andarne della mia stessa vita: non merito di vivere, se non cerco di aiutare chi ne ha bisogno.»

Il personaggio di Sara è stupendo, quasi strategico, nessuno come lei ha questa determinazione, questa passione, questa dedizione verso la professione, leggendo di lei, come non si vorrebbe assomigliarle?

L'autrice ha colto nel segno, una lettura che sceglierei altre cento volte per la sua intensità e per le emozioni che ha suscitato in me durante la lettura, per la drammaticità, la suspense, gli intrighi, il silenzio, l'amore e l'odio, un vortice di sensazioni.
Spesso ho immaginato di provare il dolore e sentire gli odori e le sensazioni di quelle povere anime senza nome e senza dignità alcuna.
Consiglio la lettura e invito tutti a spingersi oltre e aprirsi, perché Federica D'Ascani e il suo romanzo sono un'ottima opportunità.

Buona Lettura











Commenti

  1. Mi farete morire d'infarto. E poi mi avrete sulla coscienza. Mi avete caricata di ansia e poi scopro una recensione bellissima come questa!
    Felice, felicissima di averti colpita, di essere riuscita a trasmetterti le emozioni che avevo dentro, nonché i messaggi sottotesto a cui tengo in particolar modo. Grazie, davvero. Tranne che per l'ansia: quella non te la perdono! :D

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    Risposte
    1. Grazie a te per la bellissima storia spero di leggerti ancora!!!

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