RECENSIONE "DIRTY - A sad love story" di Hellen C Worth

Titolo: Dirty (a sad love story)
Autore: Hellen C. Worth
Editore: Self Publishing
Genere: Forbidden romance - Triangolo amoroso
Pagine: 168
Data Pubblicazione: 4 Dicembre



Valentina è una donna simile a tante altre: un’esistenza qualunque dedicata al lavoro, alla famiglia, ai figli. Niente sembra poter distruggere questo equilibrio. Tutto cambia nel momento in cui incontra Christian, un ragazzo molto più giovane di lei. Vittima e carnefice al tempo stesso, si ritroverà a essere protagonista inconsapevole del mutamento di Valentina. Un viaggio crudo ed esplicito nell’età della maturità della donna, alla scoperta del proprio io attraverso l’esplorazione dei desideri più nascosti che ottenebrano i sensi.

Dietro allo pseudonimo Hellen C. Worth si cela una moglie e madre quarantenne, che ha utilizzato lo strumento della scrittura come autoterapia psicologica. Nei suoi scritti, infatti, Hellen convoglia le proprie esperienze ed emozioni, estrapolandole dal quotidiano, in maniera delicata ma profonda. Prima di essere una scrittrice, si considera una lettrice compulsiva, spaziando tra i molteplici generi della letteratura sia classica che contemporanea. L’amore per la lettura nasce in tenera età, trasmessole dal padre, anch’esso appassionato lettore. Ha sempre avuto una particolare predilezione per le materie classiche ed umanistiche, sebbene i suoi studi siano stati di indirizzo tecnico. La speranza di Hellen è quella di riuscire, con i suoi scritti, ad entrare nel cuore dei suoi lettori, e donare alle loro vite qualche attimo di felicità.


Buongiorno librose,
Tipica storia della crisi di un matrimonio dovuta alla mancanza di comunicazione tra coniugi, entrambi presi dalla loro vita quotidiana che li allontana. Lui, Giovanni, impegnato in una vita lavorativa che lo impegna e lo fa vivere ai margini della vita della sua famiglia e dalla moglie, prigioniero di un ricatto al quale non sa ribellarsi. Lei, Valentina, quarantenne, con due figli una vita agiata, che si trascina triste e infelice, lontana dal suo amore e che si sente sola, abbandonata, ma non ha la forza di capire cosa sta succedendo al suo matrimonio.

“... a procurarmi quella fastidiosa sensazione, sono tutte le parole che io e giovanni non ci diciamo più, gli assordanti silenzi che sono venuti a popolare la nostra quotidianità, e che ogni giorno ci allontanano un po’ di più.”

 Alla ricerca di una via di fuga, che la faccia uscire dalla monotonia e dal vuoto di ogni certezza che fino ad allora era stata la fonte della sua felicità. In una città polverosa e stanca come lei, che non riesce più a vedere la bellezza di ciò che ha costruito, cerca una distrazione e la trova in Christian, giovane, bello, aitante e attratto fortemente da lei. Ricco di buoni principi e di belle speranze il giovane si attacca morbosamente a lei, ma l’unica cosa che può unirli è un sesso spavaldo, spudorato senza barriere e che va oltre i limiti che Valentina si è sempre posta. Lui sembra essere colui che la libera dai vincoli della tenerezza e la catapulta in un mondo in cui il sesso è animalesco, un poco irrispettoso e perfino violento, niente a che vedere con il suo fare l’amore con l’uomo della sua vita, che pur sempre l’ha soddisfatta e resa felice, colma. Le scene di sesso sono descritte a tinte forti, crude e aggressive come fotogrammi di film hard, con una padronanza del linguaggio narrativo che non lascia nulla all’immaginazione del lettore. Lo stereotipo dell’uomo, bello forte e coraggioso che salva la donzella dalla sua sofferenza e che ha la chiave per liberarla dalle sue catene viene rispettato come da copione del genere.
Un altro stereotipo “maschilista” è che le donne, e tra queste si riconosce Valentina, tradiscono perchè scelgono deliberatamente di circuire l’uomo che ne subisce le avance e l’uomo è vittima della loro scelta malvagia. Le donne sono un poco tutte “puttane” se tradiscono e i maschi invece sono i liberatori o, se tradiscono, è perché subiscono un ricatto.
 La visione del femminile è un poco meschina in questo romanzo, quasi come in ogni romance della tradizione del genere. Il prototipo è Biancaneve e forse sarebbe il momento di abbandonare questa visione e di non proporla più, ma di raccontare di storie d’amore in cui gli stereotipi spariscano, ma questa è una mia opinione da “femminista ante litteram”.
Quello che mi è piaciuto è la descrizione degli stati d’animo di Valentina, i suoi pensieri macinanti e sofferenti, il suo continuo dondolare tra l’essere e il desiderio di qualcosa che sa di avventura ed è sicuramente una scoperta che scuote la noia del vivere.

“Un pretesto qualsiasi per sentire meno il peso della colpa. Ma la mia è davvero una colpa? È forse un peccato elemosinare affetto e attenzioni?”

A determinare le scelte di Valentina, dilaniata e in bilico tra due vite, interviene un incontro che ne segna il percorso di scelte.
 Nella vita, però ci sono percorsi già fatti che ti costruiscono e ti rendono ciò che sei che non possono essere dimenticati e cancellati con facilità. Soprattutto se ci sono legami che ti ricordano chi sei, ma sanno anche capire ciò che ancora puoi diventare ed essere.
La scrittura è limpida, ordinata e rende semplice la lettura che ti fa seguire la storia senza difficoltà.
A chi può piacere? A chi ama il genere erotic romance e vuole seguire una storia annosa, che ritrae il momento della vita di una donna e di un uomo che, a metà del loro percorso cercano nuovi percorsi, e se non li condividono, rischiano di perdersi. Insomma la classica storia della crisi di mezza età, raccontata con una vena fortemente erotica. Se posso fare un appunto, eliminerei qualche parolaccia di troppo, che non rende migliore la narrazione.

Buona lettura!



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