RECENSIONE "Viking Chronicles" di Andretta Baldanza

TITOLO: Viking Chronicles 
AUTORE: Andretta Baldanza 
EDITORE: Self 
GENERE: Fantasy/Storico 
EBOOK: 2,99 euro 
PAGINE: 318 
SERIE: Viking Chronicles #1
ORDER
E’ Frejya che stabilisce il destino dei mortali mentre Odino si assicura che ne siano degni. Ma quando entra in gioco la dea Sjöfn, è sempre lei ad avere l’ultima parola, e nessuno può essere sicuro del proprio fato, nemmeno gli dei. Hindalvisk, X secolo d.C. Eric è un giovane uomo che vive secondo gli insegnamenti ricevuti da suo padre sull'onore e la giustizia. Alyssa è un’abile guaritrice itinerante. Entrambi hanno già tracciato la strada del proprio futuro, ma le rune del destino vengono rimescolate quando Alyssa viene catturata e ridotta in schiavitù da Eric stesso. Eric è un guerriero, pur non essendo un uomo violento, ed è fiero di combattere per il suo popolo ed il suo Re e di rendere suo padre Tjell orgoglioso nel Valhalla. Ha due fratelli minori a cui ha cercato di fare da padre dopo la morte di Tjell, e un fratello non umano: Ulfric, un lupo che ha salvato da cucciolo e che non si è più allontanato da lui. Preparato a condurre la vita ardimentosa ma solitaria del guerriero, cambierà decisamente cammino dopo l'incontro Alyssa che resterà al suo fianco fino alla sua ultima, difficile battaglia contro un nemico imprevisto ed insidioso. Armati soltanto del proprio onore e del proprio coraggio, Eric ed Alyssa dovranno combattere per compiere il nuovo, incredibile destino che Sjöfn ha scritto per loro. Contiene scene di sesso esplicite
Rieccoci, cari lettori e lettrici del blog, con un’altra recensione, stavolta per un libro fantasy di tipo storico e dal sapore romantico. Ho letto questo primo volume della serie con vero piacere. Sin dalle prime righe, ci si ritrova immersi nella storia insieme a due protagonisti avvenenti, dal carattere indomito e fiero. Eric, come la trama già anticipa, è un guerriero sui generis, che cerca di vivere la sua vita con onore, seguendo l’esempio del padre defunto e, soprattutto, le sue ultime volontà. Vive a Hindalvisk, un piccolo regno in lotta perenne con il vicino Krelt, dal quale lui e la sua gente stanno facendo ritorno dopo l’invasione e le conseguenti razzie. Da tempo, però, Eric si è reso conto che la guerra non è quell’affare pulito e glorioso che si aspettava e che molti, soprattutto i giovani del suo villaggio, ancora credono che sia.

“Terminata vittoriosamente la mia prima battaglia, mi ero guardato attorno in cerca della gloria, ma in mezzo ai corpi trucidati dei miei nemici, avevo trovato solo paura, puzza e merda. Nella morte non c’erano più nemici: avevo davanti soltanto uomini e ragazzi come me, che non avrebbero mai più rivisto le proprie famiglie in questa vita.”

Nonostante ciò, basta uno sguardo tra Eric e una delle schiave appena tratte, l’orgogliosa ed enigmatica Alyssa, ad accendere i loro animi. Scatta un’attrazione immediata e irrazionale, la stessa che spinge Eric a prenderla come sua schiava, dopo che il Re stesso non è riuscito a piegarla, senza sapere quante e quali saranno le conseguenze di quella decisione dettata dal cuore.
Indubbiamente belli, i due comprendono sin da subito di essere diversi, rispetto ai loro simili. Eric, per esempio, ama intagliare il legno più che combattere, mentre Alyssa, che è una guaritrice, dimostra di avere la tempra del capo e protegge chi può, a partire dalla piccola Viki, schiava come lei e orfana. Nell’arco della serrata narrazione, la loro relazione si evolve, stimolata anche dagli avvenimenti di varia natura che si succedono nel villaggio. C’è però qualcuno che trama alle loro spalle e che vuole mettere le mani sulla corona, oltre che tentare di ostacolare il sentimento di Alyssa e di Eric.
Considerazioni La storia è molto gradevole, senza scossoni e ben strutturata. Gli avvenimenti hanno una certa consequenzialità e il rapporto tra i protagonisti cresce di pari passo, con realismo e una certa sincerità narrativa. Chi legge fantasy sa che spesso ci si può imbattere in personaggi un pochetto stereotipati e, in effetti, Eric e Gunther rappresentano in pieno l’eroe e il suo perfido antagonista, ma entrambi dovranno ancora dimostrare il loro vero potenziale. Alyssa, invece, è un personaggio più complesso, meno prevedibile e molto carismatico. Le figure di contorno sono piene di spessore ed è evidente quanta cura l’autrice abbia dedicato loro, affinché reggessero il confronto con quelle principali. La piccola Viki, in particolare, sembra avere il ruolo di voce della coscienza, ma non dubito che in futuro la sua storia si evolverà in un certo modo, dandole spazio e regalandole un ruolo maggiore. Il finale è aperto, ma per fortuna il seguito c’è già e penso che possa essere meglio leggere i due volumi insieme, in modo da non rimanere troppo a lungo con il fiato sospeso. Purtroppo, chi come me ha visto la serie tv Vikings, troverà sin dalle prime pagine una sconcertante somiglianza con i nomi e con alcuni fatti riportati dall’autrice. Poiché non so se lei abbia compiuto questa scelta a mo’ di omaggio o per altre ragioni, ho scelto di non penalizzarla e di escludere questo fattore dal mio personale giudizio. È giusto dirlo in questa sede, ma vi assicuro che chi non ha mai visto la serie tv non avrà alcun tipo di problema durante la piacevole lettura. Ciò che invece ha influito su quell’unica stellina in meno è stato l’editing. Consiglio vivamente di rivederlo, perché c’è una quantità impressionante di avverbi che andrebbero eliminati (anche tre in una sola frase) e che purtroppo vengono associati a una scrittura ancora acerba. Ci sono poi sviste, d davvero poco eufoniche ed errori come li invece di lì, si invece di sì, é invece di è e tanti altri ancora. Questo è davvero un aspetto penalizzante, che si manifesta da subito e permane fino alla fine. Mi dispiace tanto doverlo fare presente, soprattutto tenendo conto dello stile che, in generale, è fluido, capace di descrivere nei dettagli senza annoiare (caratteristica insolita in un fantasy!) e che, a mio avviso, brilla tanto nelle scene d’azione quanto in quelle romantiche. Il libro si legge con sincero piacere e, sin dalla prima riga, ti fa immergere in un mondo antico, per molti versi ancora sconosciuto, con usanze che a noi appaiono barbare e con queste divinità norrene che trasmettono tanto interesse, soprattutto visto il successo che riscuotono in tv, al cinema e nei libri. Complimenti all’autrice per aver creato una storia avvincente e appassionata (le scene hot sono magnifiche!!!), che nel seguito saprà fornire tante risposte e tenerci ugualmente incollati alle pagine. Utilissimi sia il glossario finale sia la bibliografia, ovvero tutte le fonti utilizzate dalla brava autrice per le sue scrupolose ricerche. Consiglio il libro a tutti. 
Buona lettura!


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