RECENSIONE "Trenta sfumature di poesie" di Vincenzo Princi

Titolo: Trenta sfumature di poesie
Autore:  Vincenzo Princi
Editore: Booksprint Edizioni
Genere: Raccolta di poesie
Formato: cartaceo
Prezzo:        15,90 €
Data pubblicazione: 2017
Pagine: 40

Ho scritto queste poesie in un lasso di tempo molto breve. Gli argomenti trattati sono vari ma hanno una stessa origine, cioè gli avvenimenti, i paesaggi e le persone che hanno incrociato la mia vita. Credo che in poche righe una poesia possa esprimere concetti che richiederebbero decine di pagine. La poesia ti dice subito dove vuole arrivare, non ha bisogno di dilungarsi. In questi versi molto spazio è dedicato ai sentimenti, ma anche alle riflessioni, alla natura e ad un po' di leggerezza. "Un caro collega mi chiedeva sempre di leggergli qualcosa di quello che scrivevo. Ora gli posso dedicare questo libro."

Vincenzo Princi è nato a Reggio Calabria il 5 aprile del 1976. Dopo aver frequentato l’istituto tecnico commerciale “A. Da Empoli” di Reggio Calabria, si è iscritto all’Università degli Studi di Messina conseguendo la laurea in economia e commercio. Si è abilitato dottore commercialista all’Università della Calabria. Ha conseguito un master in “Management degli Enti Locali” presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Attualmente lavora al Consiglio regionale della Calabria. Dopo aver frequentato un corso di scrittura creativa nel 2015, si è appassionato a questa forma d’arte dedicandosi prima ai racconti e poi alla poesia. Nel 2016 ha ricevuto il riconoscimento di merito al premio “Poesia, Prosa e Arti figurative” nella sezione “Poesia inedita” con l’opera “La scommessa” conferito dall’Accademia Internazionale “Il Convivio”, Giardini Naxos. Nel 2017 il diploma di finalista “Premio nazionale letterario d’arte e cultura nobildonna Maria Santoro XVII edizione”, Roma, con la poesia “Il cuore di una mamma”.


Poesie della quotidianità, delle esperienze di ogni giorno, popolare, da personaggi e sentimenti semplici e diretti che è facile riconoscere. La madre che ama profondamente la propria famiglia, si prende cura di loro con disinteresse e che manca quando non c'è più, quando nessuna strada porta ancora a lei. Il padre che va al lavoro per portare il sostentamento ai figli, che parla poco preso dal suo desiderio di rendere migliore la vita dei suoi cari e la consapevolezza che ha dei limiti in questo. I pensieri di chi immagina la persona desiderata lontana, che cerca di immaginare cosa stia facendo e in questo immaginare ci si sente meno solo. La descrizione della quotidianità del lavoro, i gesti consueti, le corse, i luoghi vissuti e il disagio di essere imprigionati in quella realtà sempre uguale e quasi vuota di senso. La descrizione della terra magnifica, ricca con una natura opulenta e piena di promesse, ma povera di opportunità, di forza che possa renderla migliore e non rubarle la bellezza.
Poesie leggere che raccontano la disavventura della macchina rigata o di protesta per il valore del voto che ha perso il suo peso morale ed è solo lo scambio di un favore che svilisce l'anima che fugge in cerca di una nuova strada da percorrere.
Poesie che parlano di argomenti pesanti come macigni come la fragilità della vita e il peso della morte nel dare il senso alla vita. Il saper scommettere su di sé in cammino verso l’obiettivo, un passo più in là, oltre i propri limiti.
La vita è un susseguirsi di azioni: fare la fila, incontrare l'amore al bar, il freddo intenso di un gennaio rigido e insolitamente gelido che ti costringe a coprirti sotto una nevicata inattesa, entrare in una camera d'albergo e in una nuova vita, vedere una persona e scambiarla per un'altra.
Una vita di emozioni: il ritrovarsi dopo una lunga attesa, la rabbia di un litigio, la difficoltà di comunicare in un mondo in cui non si ha tempo per dialogare.
Tanti impegni sociali e convegni, ma solo dialogo con la solitudine.
Pensieri profondi di vita e di morte, del bisogno di perpetuare la vita per garantire il futuro di riempire il vuoto della mancanza d'amore e umanità.
Vuoto come una vita che non fa nascere un sorriso.

Dal punto di vista stilistico le poesie sono molto semplici, piane senza pretese letterarie o vuote ricerche di stile. Il linguaggio della quotidianità quasi una prosa. Poche rime e poi, versi liberi.
Non è comunque difficile rintracciare alcune figure retoriche come l'anafora e la similitudine:

Vuoto come una lettera bianca che non conosce pensieri.
 Vuoto come un lavoro fatto solo per soldi.
 Vuoto come una passione senza sentimento.

L' anastrofe:
Con te dopo tanto tempo é stato come un tempo mai passato.

L'enumerazione:

E suona la svegliaora di alzarsi.
 E subito al bagno e poi in cucina.
L'antitesi:
ricordi dei momenti felici e stravolgenti.

Solo per citarne alcune che indicano invece un lavoro di ricerca linguistica che assicuri la semplicità, ma che non cela la conoscenza alta della lingua.
Se si desidera riconoscersi e ritrovarsi, leggere queste poesie può essere il modo giusto per entrare dentro di sé e ritrovare i luoghi de sé.
Forse creare delle sezioni che organizzino le poesie per contenuto avrebbe facilitato la lettura.


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