RECENSIONE - "Il sole d’agosto sopra la Rambla" di Damiano Dario Ghiglino

TITOLO: Il sole d'agosto sopra la Rambla
AUTORE: Damiano Dario Ghiglino
EDITORE: Self Publishing
GENERE: Drammatico, Lgbt
PREZZO: 4,99 € ebook ; 11,90 € cartaceo
PAGINE: 127
DATA PUBBLICAZIONE: 8 Novembre 2017
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Sono i “giovani tramonti”, fragili e tenaci, ragazzi gay dai cuori spezzati impressi indelebilmente sullo sfondo di una Barcellona sotterranea. Ognuno alla ricerca di qualcosa e in fuga da qualcosa, ognuno con le proprie paure e i propri segreti. 

Tra prostituzione e dipendenze, locali malfamati e preti pedofili, nostalgie e desideri brucianti, passioni e tenerezze passeggere, in attesa di quell'evento imprevedibile che cambierà per sempre le loro esistenze, cercheranno di fermare il tempo per vivere unicamente il presente ed attendere l'amore in quella dimensione, così sfuggente ed ambigua, dell'istante stesso.

Eppure quando un sentimento forte e sconosciuto si farà strada nei cuori dei diciottenni David e Borja, i più giovani del gruppo, la diffidenza e lo stupore lasceranno progressivamente spazio ad una coscienza sempre più profonda e ostinata.
Romantico e spietato al tempo stesso, questo romanzo rappresenta il ritratto psicologico di una generazione smarrita alla quale il futuro si presenta come imperscrutabile.


Damiano Dario Ghiglino (Genova, 1990) ha pubblicato "Paradisi senza luce" (2013),  "Nessuna pietà per gli angeli borderline" (2015) e "Il ritorno dal mondo delle idee" (2017)


Cari lettori, ho letto per voi Il sole d’agosto sopra la Rambla, di Damiano Dario Ghiglino. Si tratta di un libro diverso dal solito, un racconto che coinvolge più personaggi e ci mostra la vita difficile di giovani ragazzi omosessuali in una Barcellona che ha due facce: quella che splende alla luce del sole e che offre nuove opportunità, e quella nascosta nel buio, dove si consumano i sogni e le speranze in squallidi locali.

“Borja guarda il buio negli occhi. A propria volta si sente osservato, mentre i lamenti ed i sussurri che lo circondano gli penetrano nella testa come schegge di metallo. È entrato solo per curiosità, ma in pochi secondi gli balena una certezza. L'uomo ha bisogno degli altri per sopravvivere. Degli altri corpi.”

Conosciamo le storie di Borja, David, Miguel, Antonio e Fernando. Cinque amici inseparabili che per colpa della vita prenderanno strade diverse.

L’autore ci descrive le difficoltà che questi ragazzi incontrano in famiglia, per strada, nell’amore e nel dolore. Narra di amori che nascono, che finiscono e altri che durano da sempre anche se non vissuti. Ci narra la tragedia e la tristezza e la durezza della vita, tra speranze e squallore.

“Si chiedeva perché il destino fosse stato tanto crudele da farli rincontrare in quello stato: non uomini, ma pezzi in disordine, emozioni a fior di pelle, ferite scoperte, incapaci di nascondersi”

Si tratta più che altro di un romanzo psicologico, dove i fatti vengono trattati quasi brutalmente, freddamente. Sembra una cronaca narrata con uno stile retrò, dove noi siamo solo spettatori esterni. Ho notato diverse ripetizioni, non so se siano state volute o meno, comunque hanno reso la lettura poco scorrevole e piacevole. Inoltre i continui salti tra un personaggio e l’altro, tra ricordi, presente, e pensieri rendono il narrato confuso. Ho dovuto riprendere spesso una pagina o qualche riga per capire bene a che punto fosse la storia e di chi si stesse parlando. Ci sono anche cose rimaste in sospeso che non mi hanno trasmesso un senso di completezza, come un cerchio non chiuso. Il linguaggio associato alle battute dei ragazzi l’ho trovato leggermente anacronistico, d’altri tempi, per essere pronunciato da giovani ragazzi. Tuttavia questo tipo di registro e modo di scrivere, più vicino al saggio filosofico che a un romanzo, è apprezzabile, perché è molto poetico e distaccato allo stesso tempo. 

“Tuttavia non siamo che maschere di gesso il cui aspetto estremo è il risultato di tante piccole e grandi tragedie, le cui conseguenze non siamo in grado di prevedere. Un crepitio e la maschera si rompe.”

L’autore vuole spostare l’attenzione sulla psicologia dei personaggi, sulle loro insicurezze e desideri, sulla speranza e sulla disillusione. Un testo drammatico e decadente di non facile comprensione, che tratta temi complessi attraverso le vite di questi ragazzi, che però non è riuscito a coinvolgermi e a colpirmi del tutto. Il mio voto finale è di 2,5. Lo consiglio a chi ama questo genere di racconto.

Buona lettura!




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