RECENSIONE - "Non lasciarmi andare" di Catherine Ryan Hyde

Titolo: Non lasciarmi andare
Autore:  Catherine Ryan Hyde
Formato: Ebook / Cartaceo
Prezzo:   €  4,99 /  € 13,60
Genere: Narrativa Contemporanea
Editore: Leggereditore
Data pubblicazione:  ebook 12 Ottobre 2017 - cartaceo 26 Ottobre 2017
Pagine: 208
Protagonisti: Grace e Billy Shine


Cosa succede se l’unico modo per salvare tua madre è doverla abbandonare?

Grace, dieci anni, vive nella periferia degradata di Los Angeles con una madre tossicodipendente che la trascura e il rischio di essere affidata ai servizi sociali. C’è solo una persona che può aiutarla a uscire fuori da questa situazione e donarle una nuova speranza: Billy Shine, il suo vicino di casa. Un tempo ballerino di Broadway, Billy è ora un uomo solitario, in preda a continui attacchi di panico, spaventato dalla gente e dal mondo fuori le quattro mura della sua casa. Le sue giornate scorrono silenziose, perfettamente orchestrate da una routine da cui raramente riesce a fuggire. Tutto cambia, però, quando nella sua vita irrompe la piccola Grace, proponendogli un piano audace e coraggioso per aiutare la madre a disintossicarsi. Billy si mostrerà per lei un fidato alleato, pronto a farsi in quattro. L’impresa, d’altra parte, è di quelle che ridanno senso all’esistenza e nuova fede nell’amore puro e incondizionato. Ma non è affatto facile, perché per aiutare la madre di Grace sarà necessario privarla della cosa di cui ha più bisogno: sua figlia.
Emozioni, coraggio e sfide da affrontare per una storia intensa che vi farà commuovere.


Catherine Ryan Hyde, classe 1955, vive a Cambria, in California. Scrittrice poliedrica e vivace, ha pubblicato numerosi romanzi e raccolte di racconti, grazie ai quali ha ricevuto importanti riconoscimenti letterari. Tra le sue opere più famose ricordiamo La formula del cuore (Piemme, 2000), tradotto in 23 lingue e da cui è stato tratto un film con Kevin Spacey, Un sogno per domani. Con Non lasciarmi andare fa il suo ingresso nel catalogo Leggereditore.


Buongiorno ragazze,
oggi vi parlo di un romanzo che ha come protagonista l’umanità, nella concezione più ampia del termine. Il titolo è “Non lasciarmi andare” di Catherine Ryan Hyde, edito dalla Leggereditore.

Ci troviamo a Los Angeles. Una città piena di colori, lustrini e cinema, dove l’apparenza è più importante dell’essere, dove ricchezza e benessere vanno di pari passo. Una città che si mostra in tutto il suo splendore, ma che nasconde molto altro. Nasconde quartieri popolari, dove le persone faticano ad arrivare a fine mese, dove la droga è a portata di mano, dove nemmeno la polizia desidera andare. Lì, in uno di questi quartieri è ambientato il libro, più precisamente dentro uno dei numerosi palazzi che ne sono l’anima pulsante. Quelle mura racchiudono: sei appartamenti, sei persone, sei storie.
Nell’attico troviamo la Signora Hinman, una donna anziana, ormai ha superato gli ottanta anni, che con estrema testardaggine, o forse vergogna, cerca di cavarsela sempre da sola.
Al secondo piano ci sono due appartamenti. In uno abita Felipe, un ragazzo di origini ispaniche, che a testa bassa si reca a lavoro cercando di non farsi notare. Come dirimpettaio ha il signor Laferty, un uomo burbero con mille pregiudizi, razzista, omofobico, scortese.
Al primo piamo c’è Rayleen una ragazza di colore, schiva e introversa. Nella porta di fronte abita Billy. Un uomo che da dodici anni non esce di casa, soffre di attacchi di panico, agorafobico, perennemente in pigiama, che lascia solo che il tempo scorra.
La paura e la solitudine sono l’unica cosa che hanno in comune. Non potrebbero essere più diversi, o più simili. Sembra che niente potrà mai farli avvicinare, che non esista una ragione valida che li possa mettere l’uno di fianco all’altro. Sembra…

“Bussò alla porta mentre diceva contemporaneamente:
«Sono io, signora Hinman, Grace.»
Aveva imparato che bisognava farlo con tutti gli adulti del palazzo, perché erano un po’ spaventati da tutto e da tutti, sempre.”

Ma poi qualcosa accade.
Una bambina.
Grace.
Ecco che cosa accade.
Una bambina di dieci anni che vive nel seminterrato insieme a sua madre, Eileen  Ferguson, che non è in grado di badare a ciò che ha di più caro al mondo, persa nella spirale della droga, incapace di reagire.


Grace passa i pomeriggi seduta sui gradini davanti al portone, i suoi amabili vicini notano la sua presenza, raramente le rivolgono la parola e nessuno si sofferma mai abbastanza per cercare di capire perché passi tanto tempo per strada. Tutti la vedono, ma nessuno la osserva veramente. Nessuno tranne lui. Billy Shine, ex ballerino di Broadway, che vive nella prigione che lui stesso si è costruito da tantissimi anni. Per lei esce nel balcone, all’aperto, si mette in pericolo affrontando il mondo. Per lei lascia il suo guscio. Un piccolo gesto che cambierà per sempre ogni cosa dentro di lui e intorno a lui. Perfetti sconosciuti iniziano a parlare, progettare, organizzare. Imparano a conoscersi, a capirsi, ad aiutarsi. È Billy a fare la prima mossa, ma è Grace che ha travolto tutti.

 “«Perché te ne stai seduta qui fuori?»…
«Se mi siedo dentro, nessuno saprà che sono nei guai. Per cui nessuno mi aiuterà»
«Oh, sei nei guai?»
«Non lo sapevi?»
«Credo di averlo immaginato.»
«Vedi, deve farlo qualcuno che vive qui. In questo modo posso stare comunque con la mia mamma.»”

Prima di lei erano sei individui, dopo di lei sono una strana e complessa famiglia.
Grace è un piccolo vulcano colmo di positività. Lei non parla, "urla". Lei non cammina, "corre"; non sorride, "ride". Pone domande "indomandabili" alle quali si aspetta anche una risposta.

“Grace aprì la bocca per parlare. Aveva milioni di domande. Il cervello intasato da domande.”

Vede il mondo con gli occhi innocenti che solo una bambina possiede e fa in modo che tutti intorno a lei possano osservarlo, anche se solo per un momento, con la stessa semplicità. Insegna a ognuno di loro il coraggio di vivere. Ha la madre tossicodipendente, è sola ma non per scelta, eppure non si arrende. Sa di dover nascondere la cosa e sa di non avere molto tempo per risolvere il problema. Prima o poi i servizi sociali l’avrebbero scoperto e lei sarebbe finita chissà dove, con chissà chi. Ha bisogno di aiuto, di tanto aiuto. Ma, Grace è Grace, vede un problema e cerca una soluzione, non si lamenta mai, quasi mai... ma ha bisogno di aiuto.
Tutto nasce così. Con una bambina da salvare e con estranei che si uniscono per raggiungere lo scopo. La domanda è: sono loro ad aiutare lei o è lei ad aiutare loro?
Felipe la va a prendere a scuola e le insegna lo spagnolo. Rayleen le dà una casa. La signora Hinman cuce dei bellissimi abiti per lei. Billy, beh lui diventa il suo migliore amico, le insegna a ballare, le insegna il tip tap. E Grace? Cosa insegna lei a loro?

Questo è un libro corale. Grace è la protagonista indiscussa, ma anche gli altri personaggi lo diventano man mano che verremo a scoprire le loro storie. Di alcune di esse avremo qualche accenno, altre le possiamo intuire, altre ancora ci vengono raccontate. Sono storie intense e dolorose, che li hanno portati a trascinarsi per il mondo privi di ogni legame. È un libro che parla di amicizia, quella vera senza secondi fini, dove l’essere umano riesce a dare il meglio di sé. Queste pagine ci mettono davanti a una verità scomoda. Non è il mondo che ci chiude fuori, siamo noi a tenerlo lontano.
Vi consiglio di ascoltare la piccola Grace. Ha capito più di quanto si possa immaginare.
Alla prossima.

Buona Lettura!

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