RECENSIONE IN ANTEPRIMA - "Era mia madre" di Emiliana Erriquez

Titolo: Era mia madre
Autore: Emiliana Erriquez
Editore: Self-publishing
Formato: ebook / cartaceo
Prezzo: € 2,99 / € 7,80
pagine: 136
Protagonisti: Elena
Data pubblicazione: 19 ottobre 2017
Genere: Narrativa contemporanea
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Twitter: @emyerriquez
Instagram: emilianaerriquez

‘Era mia madre’ racconta la storia di Elena, una ragazzina che affronta l’asprezza e la difficoltà dell’immediato dopoguerra in una città del sud. Confinata nel proprio quartiere, nella propria casa, Elena scoprirà come sia difficile diventare adulta rinunciando spesso ai propri sogni, soffocando desideri e impulsi. La ragazzina instaura un legame speciale con suo fratello Pino, più grande di lei solo di pochi anni. I due vivono quasi in simbiosi, si cercano, si difendono, si divertono insieme fino a quando il destino deciderà per loro. 
Un giorno nella sua vita arriverà Pino, un giovane uomo che porta casualmente lo stesso nome del suo amato fratello e che sarà in grado di regalarle amore incondizionato e indipendenza. 
Elena, a costo di enormi sacrifici, riuscirà infine a riscattarsi e lo farà attraverso le persone più importanti della sua vita. 


Emiliana Erriquez ha una laurea in Lingue e Letterature Straniere conseguita nel 2002 e un Master in Traduzione inglese-italiano. Con un passato da giornalista, ora si occupa a tempo pieno di traduzione dall’inglese all’italiano di libri di autori internazionali dopo aver vissuto per un breve periodo negli Stati Uniti. È autrice del saggio ‘Oriana Fallaci: una vita vissuta in pienezza’ vincitore del premio Giuseppe Sciacca 2006, sezione saggistica. Gestisce un blog, mammainlove.wordpress.com, in cui racconta la vita di una mamma che scrive e traduce. 
Membro di EWWA (European Writing Women Association), del WLC (World Literary Cafè) e di IAN (Indipendent Author Network).

Le sue pubblicazioni sono: 
- Lasciami stare
- Sono solo una bambina
- Il mare è sempre lì che ti guarda
- Non lasciami cadere
- Tutti i colori del mio cuore
- Ti aspettavo da una vita
- Io sono Nina
- Era mia madre


Bentrovati cari lettori e lettrici, oggi ho il piacere di parlarvi di Era mia madre di Emiliana Erriquez, un romanzo che vi riempirà il cuore con semplicità e amore puro.
Il romanzo ci racconta la storia di Elena, una ragazzina timida e carina che cresce nell’Italia del dopoguerra. Un’Italia spezzata, fatta di stenti e pochi piaceri, fatica e sudore.
Secondogenita di una famiglia numerosa, si ritrova a soli nove anni a dover lasciare la scuola per aiutare la madre e diventare una perfetta donna di casa.
Amava moltissimo la scuola ed era bravissima a “fare di conto”, quindi ben presto si trova anche ad aiutare nell’amministrazione familiare.
Purtroppo non c’erano molti soldi. Il padre lavorava in Germania e il fratello maggiore, con il quale ha un legame molto profondo, si dedica a svariati lavori nella terra dei vicini per aiutare la famiglia.
Elena cresce e vive seguendo le stagioni, mangia ciò che la terra le regala, diventa ogni giorno più bella ed è l’orgoglio dei genitori che capiscono quanto la figlia sia preziosa agli occhi degli svariati pretendenti che la vogliono prendere in moglie.

“ Era un piccolo gioiello, Elena, a cui molti giovani nel quartiere puntavano. Una ragazzina con le fattezze da donna ormai, con quei suoi fianchi sbocciati all’improvviso e il seno appena accennato. Era molto alta per la sua età, ingenuamente bionda come solo lei sapeva essere. Sarebbe stato  facile raggirarla. L’amore, pensava Anna, ti faceva perdere la testa, ti ritrovavi a compiere gesti assurdi. E lo scopo di una madre, una madre attenta, era evitare che questo accadesse.”

Crescere a quel tempo, non voleva solo dire non avere sfarzi, ma anche vivere secondo le regole del buon costume, per le quali una ragazzina doveva evitare ogni contatto con il sesso opposto, preservarsi per il futuro marito. 

“ Si amavano attraverso i vetri delle rispettive finestre e fu un amore tenero che durò per anni. Fino a quando entrambi compresero che non ci sarebbero state speranze.”

Non potendo fare altre amicizie e conoscenze, ed essendo spesso rinchiusa tra le quattro mura domestiche, l’unico rapporto che le restava e si rinsaldava sempre più era quello con il fratello Pino, suo unico amico di svaghi.
Ma con il passare del tempo anche per Pino arriva il momento di lasciare la famiglia ed Elena resta da sola con un vuoto incolmabile nel cuore.

Sarà un incontro del tutto casuale e certamente al limite del proibito, per quei tempi, a far entrare nella vita di Elena un giovane uomo, onesto e amorevole.
La vita di Elena sarà piena di salite e ostacoli, ma la porterà a realizzare tutti i suoi sogni.

Inizio col dire che di solito sono abbastanza prevenuta verso i romanzi corti, e per corti intendo sotto le duecento pagine, ma come sempre sono qui a ricredermi davanti a tutti voi.
Questo romanzo ci porta in tempi lontani, o almeno che sembrano lontani, tempi in cui le famiglie erano numerose, non esisteva la tv in casa, e i giochi dei ragazzini erano all’aria aperta nella sconfinata campagna.
In questo romanzo si respira profumo di famiglia dalla prima pagina, un senso di appartenenza e orgoglio che riporta proprio alla nostra terra.
È stato bello leggere di vicini che regalano pomodori in cambio di pasta o marmellata fatta in casa, di piccole realtà nelle quali tutti conoscono tutti, mi sono venute alla mente le immagini di nonna che ci raccontava di come la vita fosse diversa al suo tempo. Quando un padre premiava i figli con un pezzo di cioccolata e non poteva piangere davanti a loro, un uomo doveva fisicamente e letteralmente spaccarsi le mani e la schiena mentre la madre era dedita alla casa, la cucina e a crescere ed educare i figli.
È un romanzo commovente nel quale si intervalla il racconto della vita di Elena con una lettera delicatissima scritta a Elena dalla figlia ormai adulta.
Elena è una donna che ha dovuto rinunciare a tutto in nome della famiglia, ma che ha compiuto ogni sacrificio con costanza, tenacia, orgoglio e dignità. Sì, è proprio la dignità che connota tutto il romanzo e lo rende sublime e delicato. Ci riporta a valori veri e che sono senza tempo, alla speranza nel futuro, un futuro migliore, ma che non viene vissuto in modo passivo e atteso sospirando, lo si deve costruire, sudare e ci si deve impegnare per ottenerlo.
Una storia, quella che ruota e si intreccia intorno a Elena, che ci porta testimonianza degli italiani emigranti in America e in Germania, che speravano in un futuro migliore, ma si scontravano con la realtà della quotidianità che gli si parava cruda davanti, con la mancanza della loro terra, dei loro cari e di una seppur vana serenità futura. Argomenti che hanno cambiato l’Italia, come terremoti storici, che ancora sono purtroppo attuali per le vittime di allora, il piacere di guardare le partite di calcio insieme ai vicini e l’onore di vincere un campionato mondiale, i problemi dell’edilizia popolare e le sue conseguenze. Insomma è un vissuto passato, ma che è anche molto attuale, condivisibile e comprensibile.
L’autrice sceglie uno stile semplice che si addice e si sposa perfettamente al tema trattato, ci riporta sprazzi di conversazioni dialettali, ma comprensibili da chiunque, assolutamente attenta alla forma e al lessico.
Devo assolutamente fare i miei complimenti a Emiliana per il suo lavoro: il racconto della quotidianità e del vissuto di Elena è così straziante, delicato, ingenuo ma pieno di dignità che davvero non può fare altro che disarmare il lettore o come nel mio caso commuoverlo per la lunga lettera di Laura.
Complimenti!
Lo consiglio a tutte noi donne che abbiamo una forza speciale, che non ci lasciamo spezzare dalle avversità della vita, e che con un grazie e con un sorriso ci rialziamo sempre con infinita dignità.

“E tu, mamma, avresti dovuto avere il diritto di continuare a trasmettermi il tuo credo, una di quelle cose che le figlie comprendono dopo, aiutate dal tempo che matura la pelle e la coscienza.
Un credo che non possiamo apprezzare quando siamo invaghite della vita che si prospetta davanti a noi, che non basta ripeterci tutti i giorni, tanto da sfiancarci.
Un credo che a raccontarlo agli amici quando sei adolescente ci scappa anche una risata.
Un credo che diventa una lezione di vita che comprendi vivendo, quando impari a campare a modo tuo e se ti guardi intorno ti accorgi che la gente, no, non è poi uguale a te perché per molti non conta l’onestà, la correttezza, la sincerità semmai i sotterfugi, i giochetti, le bugie.
È allora che comprendi la lezione.
Comprendi che in fondo tua madre era un po’ speciale e sapeva distinguersi, perché l’onestà non si baratta con niente. Comprendi che essere se stessi vale di più che sottomettersi a qualsiasi logica, che la miserabile condizione di chi gioca con le vite altrui è niente rispetto alla serenità di svegliarsi al mattino sapendo che in fondo ciò che guiderà ogni giorno è solo la tua VERA natura.”


Buona lettura!


3 commenti:

  1. Grazie a Silvia per aver saputo cogliere il senso del romanzo e le emozioni che volevo trasmettere. Grazie al blog per aver ospitato questo mio libro a cui tengo molto, moltissimo.

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    1. GraIe davvero a te, hai scritto davvero un piccolo tesoro!

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    2. È stato un piacere Emiliana. Complimenti e in bocca al lupo, hai conquistato la nostra Silvia.
      Bella recensione Silvia, brava.

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