RECENSIONE "Il dono " di Irene Catocci

Titolo: Il dono
Autrice: Irene Catocci
Editore: Self publishing
Genere: Romance
Formato: ebook / cartaceo
Prezzo: 0,99 € / 12,48 €
Data pubblicazione: 29 Maggio 2017
Protagonisti: Cassandra, Gabriele, Damiano
Pagine: 330
Serie: Il dono - dilogia
Booktrailer






Cassandra è una ragazza emotivamente bulimica, tiene a distanza per paura di soffrire, di essere abbandonata nuovamente.
La sua vita è in stallo, ferma a dieci anni prima, quando in un incidente stradale perdono la vita i suoi genitori.
Da quel momento, tutta la sua vita è cambiata, l'età dell'innocenza è stata strappata via, al suo posto ne è rimasto solo un guscio vuoto. Il suo unico amico è Damiano, ed insieme lavorano in un maneggio a Dicomano, un paesino nel bel mezzo della campagna fiorentina.
L'incontro con Gabriele, un ragazzo paraplegico, mette in discussione tutte le sue certezze. Da quel momento tutto sembra possibile, l'amore, una vita diversa e ricominciare a credere in un qualcosa di superiore, ad un futuro che si era preclusa tanto tempo fa.
Questa è la storia di Cassandra e Gabriele e del loro legame benedetto dal destino, una storia semplice, sui valori importanti della vita, sull'accettazione delle diversità e sull'amore, come unico “dono” da vivere pienamente e senza vergogna. 


Irene Catocci è nata a Grosseto nel 1985, dove vive e lavora come pittrice e mamma a tempo pieno. 
Ha sempre amato la scrittura, Il dono, di cui parleremo oggi, è il suo primo romanzo.


Cari lettori buongiorno, oggi parleremo della prima opera di Irene Catocci, IL DONO.
Questo romanzo affronta tematiche importanti, che toccano profondamente e ci porta vari spunti di riflessione. Di sicuro quelli che mi  ha fatto riflettere di più sono i vari concetti di diversità  su cui si concentra il romanzo. 
La storia è raccontata in prima persona da Cassandra.
Cassandra è una donna che vive la sua vita con una routine sempre uguale, cerca di non farsi coinvolgere da eventi e sentimenti che possano minare l'equilibrio che è riuscita a trovare dopo gli anni di buio che ha vissuto in seguito alla morte dei suoi genitori.
La sua corazza si infrange nel momento in cui i suoi occhi incrociano quelli di Gabriele, un uomo con problemi di disabilità. 
Gabriele è paraplegico, ma nonostante ciò, vive una vita piena: ha un lavoro, fa sport...  
Altro co-protagonista è Damiano, amico del cuore di Cassandra che vive anch'egli una difficile battaglia contro i pregiudizi e l' omofobia verso il suo essere “omosessuale”.


  «Lo guardo negli occhi, così famigliari, ma al contempo così estranei, 
                 che rimango imbambolata per un secondo di troppo. »

Cassandra riesce a guardare oltre, non vede l'uomo sulla sedia a rotelle, ma un ragazzo forte che cerca di vivere la sua vita nella normalità che gli è possibile.
Pian piano riescono ad abbattere i muri che entrambi si sono costruiti intorno vivendo appieno il loro amore.
E' stato emozionante leggere l' evolversi dei sentimenti fra Cassandra e Gabriele, le paure di entrambi e l'approccio a54 una sessualità più difficile, perché limitata, ma non per questo meno coinvolgente. Probabilmente, quello che rende la storia fra Cassandra e Gabriele così emozionante,  è proprio il raggiungimento dei traguardi, che superano, passo dopo passo, le varie difficoltà che la situazione di Gabriele comporta.




             «   Non puoi scegliere per chi avere pulsioni o chi amare. 
Nel grande disegno dell’universo siamo tutti uguali. »





Anche Damiano riuscirà a trovare il suo momento di felicità, ma si sa la vita è imprevedibile! 
L'epilogo non scontato, dà un senso di speranza e fa capire che l'amore vale sempre la pena di essere vissuto, in ogni sua forma.
La protagonista femminile, nonostante la storia sia narrata dal suo punto di punto vista, passa un po' in secondo piano ed è un vero peccato; avrebbe meritato maggior risalto.
Essendo le tematiche trattate nel libro molto forti e importanti, Irene è stata brava ad affrontare argomenti difficili con tatto.
Il proposito dell'autrice, a mio avviso,  è stato quello di dare speranza; provare a dimostrare  che le diversità non comportano necessariamente  uno stile di vita frustrante.
La scrittura la trovo ancora acerba, ci sono dialoghi e descrizioni che forse potevano essere evitati o perlomeno alleggeriti, qualche piccolo refuso, ma nel complesso, trattandosi della prima opera dell' autrice, la reputo comunque buona.
Se credete in quelle storie, dove l'amore e l'amicizia vincono sui pregiudizi, leggetelo!


Buona lettura!


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