RECENSIONE - "Ci proteggerà la neve" di Ruta Sepetys

Titolo : Ci proteggerà la neve
Autrice: Ruta Sepetys
Editore: Garzanti
Genere: Romanzo storico
Formato: ebook/ cartaceo
Prezzo: 9,99 €/ 16,90 €
Data pubblicazione: 22 Settembre 2016
Protagonisti: Joana, Florian, Emilia, Alfred
Pagine: 332 


l vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce. Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e la Prussia è invasa dalla Russia. Non ha altra scelta che scappare verso l’unica salvezza possibile: una nave pronta a salpare verso un luogo sicuro. Eppure la costa è lontana chilometri. Chilometri fatti di sete e fame. E Joana non è sola. Accanto a lei ci sono altre anime in fuga, ognuna dal proprio incubo, in viaggio verso la stessa meta. Emilia, una ragazza polacca che a soli quindici anni aspetta un bambino, e Florian, un giovane prussiano che porta con sé il peso di un segreto inconfessabile. I due hanno bisogno di Joana. Perché lei non ha mai perso la speranza. Perché la guerra può radere al suolo intere città, ma non può annientare il coraggio e la voglia di vivere. È grazie a questa sua forza che Joana riesce ad aiutare Emilia nella gravidanza e a far breccia nel carattere chiuso e diffidente di Florian. I loro giorni e le loro notti hanno un’unica eco: sopravvivere. E quando la nave finalmente si intravede all’orizzonte, la paura vorrebbe riposare in un porto sicuro. Ma Joana sa che non si finisce mai di combattere per la propria vita, ed è pronta ad affrontare ogni ostacolo, ogni prova, ogni scherzo del destino. Finché guardando in alto vedrà un cielo infinito pieno di neve, saprà che quel candore le darà la forza per non arrendersi.

Ruta Sepetys è nata negli Stati Uniti da una famiglia di rifugiati lituani la cui storia ha ispirato il suo primo romanzo, il bestseller Avevano spento anche la luna (2011). Sono seguiti i romanzi Una stanza piena di sogni (2013) e Ci proteggerà la neve (2016). Vive nel Tennessee con la sua famiglia.


Cari lettori, 
sono tornata nel mio ambiente naturale, il romanzo storico, mio primo e indiscusso amore letterario. Da appassionata, non posso fare altro che rimproverarmi di non aver mai letto Ruta Sepetys. Per fortuna l’ho fatto ora con Ci proteggerà la neve, altrimenti mi sarei persa un’autrice fenomenale.
Voglio parlarvi proprio di questo romanzo che ci racconta la guerra attraverso le persone che l’hanno vissuta. 
La prima voce narrante che incontriamo è Joana, una ragazza scappata dalla Lituania che cerca di mettersi in salvo. Non è sola, con lei ci sono altre persone, una ragazza cieca, una donna, un anziano e un bambino. Lei è il legante di questo gruppo che si è creato per caso durante il tragitto verso la salvezza. Joana è una ragazza forte ed equilibrata, stanca, ma sempre pronta ad aiutare gli altri. Porta sul cuore un fardello molto pesante, un senso di colpa che la schiaccia e la spinge a soccorrere tutti quelli che può.

“Le lacrime mi fecero venire in mente una persona. Il ricordo aprì una porticina nella mia mente e ne uscì quella voce cupa. ‘È tutta colpa tua.’”

Florian è un altro personaggio, di origine prussiana, di cui all’inizio non comprendiamo molto. Lui ha un segreto, una missione. Vive apparentemente per se stesso, ma è buono e anche se si sforza di essere indifferente e anaffettivo, una ragazzina risveglia in lui l’istinto di protezione. 

“Il suono del suo pianto era dolorosamente familiare. Aveva lo stesso identico tono di quello della mia sorellina minore Anni, che avevo sentito singhiozzare in corridoio il giorno in cui mia madre aveva esalato l’ultimo respiro. Anni dov’era?”

Questa ragazzina è Emilia, di nazionalità polacca. È sola, traumatizzata e vede in Florian il suo cavaliere. Nonostante le sue debolezze nasconde una grande forza, generosità e purezza. 

“Lui voleva abbandonarmi. La sua era una corsa in solitaria. Chi era quel bel ragazzo tedesco, abbastanza grande da essere nella Wehrmacht eppure vestito in abiti civili? Per me era un conquistatore, un cavaliere addormentato, come nelle storie che mi raccontava la mamma.”

Alfred è un marinaio, un ragazzo che non riusciamo a inquadrare perfettamente, ma che denota qualcosa di strano. Il suo modo di parlare passa dal romantico, all’esaltato, al crudele. Ha sogni di gloria e spera di essere notato per le sue capacità.
Le vite di queste persone si intrecciano, si separano e poi si ricongiungono. Cercano di farsi forza pur non fidandosi ciecamente l’uno dell’altro. 

“Chiusi gli occhi. Non volevo vedere quella ragazza carina. Dovevo essere capace di ucciderla, di ucciderli tutti, se fosse stato necessario. Il mio corpo implorava riposo, ma la mente mi imponeva di non fidarmi di quella gente.”

Ognuno di loro incarna un aspetto della vita e della guerra, quattro anime profondamente diverse ma con un unico scopo finale, salvarsi.
Nonostante le difficoltà tra Joana, Florian ed Emilia si instaura un rapporto di bisogno. Hanno nazionalità differenti ma destini comuni e insieme cercheranno di andare il più avanti possibile. Alfred li incontrerà più tardi e in un certo senso sarà loro d’aiuto.
Attraverso gli occhi e le voci di questi quattro personaggi principali intraprendiamo un viaggio verso la vita, attraversando le paludi della sofferenza e della morte. Un viaggio che rivela l’anima delle persone, perché nei momenti dove la tua esistenza è a rischio, non hai tempo di mentire né a te stesso, né agli altri. 

“Il destino è cacciatore. La sua canna era premuta contro la mia fronte. […]
Il senso di colpa è un cacciatore. Io ero il suo ostaggio. […]
La vergogna è una cacciatrice. La mia vergogna ora era tutta intorno a me. […]
Vedi, la paura è una cacciatrice. Ci accerchia quando siamo indifesi e quando meno ce lo aspettiamo. E a quel punto siamo costretti a prendere delle decisioni.”

Non voglio soffermarmi troppo sulla descrizione della trama perché non avrebbe senso. La storia narrata è un viaggio verso la speranza del futuro e tutto quello che accade durante il percorso contribuisce a creare un forte rapporto tra i ragazzi. Si legano involontariamente  e  si aiuteranno come potranno.
Questo libro ci racconta i piccoli e grandi gesti delle persone comuni che riescono a mantenere la propria umanità, nonostante tutto. Ci parla  di amicizia, amore, sofferenza e forza. È un libro che ci presenta la guerra per quella che è, atroce e devastante. La scrittura è impeccabile e la traduzione magnificamente riuscita. Lo stile di questa autrice è unico, incisivo ma delicato, rispettoso, pungente, realistico e profondamente evocativo. Nel romanzo infatti troviamo metafore meravigliose, capaci di creare delle immagini che descrivono perfettamente le emozioni dei personaggi. La narrazione è in prima persona, con i quattro punti di vista alternati, e cambia di velocità a seconda della situazione. Il ritmo dei capitoli segue quello della narrazione, tecnica che non avevo ancora mai trovato in nessun libro, ma che ho profondamente apprezzato perché è stata perfettamente in grado di rendere l’idea di quello che vivevano i protagonisti, degli stati d’animo, della paura, della concitazione, della speranza.
L’autrice ci descrive i fatti con chiarezza, pur conservando il mistero sulla verità dei personaggi. Infatti solo alla fine capiamo tutto di ognuno di loro, la loro storia. Oltretutto nessuna pillola è addolcita, la violenza e le atrocità della guerra sono trattate con realismo e un lieve distacco. È come se i personaggi si fossero abituati al sangue e alla morte, e forse in realtà era così avendo visto e vissuto di tutto. Ciò ha dato un’intensità maggiore al narrato. 
Il contrasto tra le mie reazioni emotive e la descrizione distaccata di avvenimenti violenti, hanno enfatizzato ancora di più la loro atrocità. 
Ho pianto, si ho pianto parecchio, ma ho anche sorriso e sperato. Questo libro mi ha presa completamente, mi ha immerso con delicatezza e maestria in una realtà orribile, dove ogni gesto umano è una sorpresa, dove la generosità è rara come il cibo e l’acqua, dove la morte ti cammina a fianco alitandoti sul collo, ma dove il coraggio non ha eguali e la speranza è l’ultima tua forza.
Una lettura meravigliosa che apre gli occhi. Non è il solito romanzo storico dove l’amore la fa da padrone, qui la padrona è la realtà vista attraverso gli occhi di personaggi particolari che sanno entrarti nel cuore. Sappiate che questo romanzo è frutto di una ricerca molto meticolosa da parte dell’autrice e dei suoi collaboratori, che contiene riferimenti storici ed è ispirato ad avvenimenti realmente accaduti. Quando c’è così tanto lavoro dietro un romanzo si vede e si sente. Spero che leggerete anche le note finali dell’autrice per rendervene conto.
Non so se questa mia recensione sia riuscita a rendere giustizia a questo libro, spero almeno di avervi incuriosito tanto da leggerlo. Ovviamente il mio giudizio non può che essere 5/5 e ne consiglio vivamente la lettura a tutti, soprattutto agli amanti del genere: non potete perdervelo. 

Buona lettura!


Commenti

Post popolari in questo blog

REVIEW PARTY - RECENSIONE - "In-Moral" di Naike Ror

REVIEW PARTY - RECENSIONE - "La sua tentazione" di Isabella Starling

RECENSIONE + GIVEAWAY - "La ragazza del faro" di Alessia Coppola