RECENSIONE - "Bellezza selvaggia" di Anne-Marie McLemore

Titolo: Bellezza selvaggia
Autrice: Anne-Marie McLemore
Editore: Newton Compton
Genere: Fantasy 
Formato: ebook/cartaceo
Prezzo:   5,99 € / 10,00  €
Data pubblicazione: 2018 versione italiana
Pagine: 320


Per quasi due secoli le Nomeolvides sono state legate al giardino della Pradera, la splendida tenuta che incanta i visitatori di tutto il mondo, giunti appositamente per ammirare le sue piante rigogliose. La bellezza del giardino, infatti, dipende direttamente dai poteri delle donne che lo custodiscono e che sono in grado di far sbocciare i fiori più belli con un solo tocco. Ma il loro legame con la terra è connesso a una maledizione: se si innamorano, i loro amanti svaniscono nel nulla. Dopo generazioni di inspiegabili scomparse, all’improvviso nel giardino viene ritrovato uno strano ragazzo. È Estrella, una delle ragazze più giovani, a prendersi cura di lui, mentre le Nomeolvides si interrogano sul misterioso nuovo arrivato, che ricorda a malapena il suo nome: Fel. La ricerca della verità nel passato della Pradera e di Fel porterà Estrella a scoprire segreti tanto magici quanto pericolosi, che affondano le radici in eventi accaduti secoli prima.


Anna-Marie McLemore  è nata a San Gabriel Mountain. Il suo romanzo di debutto l THE WEIGHT OF FEATHERS ha vinto numerosi premi. Così come il secondo romanzo WHEN THE MOON WAS OURS.


Eccomi con questo nuovo romanzo letto nelle mie notti lunghe e insonni. Mi ha lasciato un poco confusa, anche se in alcune cose è stato anche piacevole.

La trama è piuttosto ordinaria ed esigua anche se con spazi di magia in alcuni elementi della narrazione. Non ci sono personaggi ben caratterizzati, ma sfumati e il mistero rimane fitto fino alla fine. Le protagoniste sono delle imprecisate ed eteree donne della famiglia delle Nomeolvides, che sono capaci di far nascere i fiori di cui portano il nome. Sono prigioniere da 100 anni di un giardino che impedisce loro di andare via e che fa sparire le persone che amano. Il giardino fa parte di una casa la cui proprietaria è una giovane, Bay, alla quale le cinque cugine sono molto legate. Un giorno Estrella, che fa nascere fiori di borraggine, trova nel giardino un giovane che non ha memoria, ma che sembra appartenere a un tempo molto lontano. Arriva alla proprietà anche un altro personaggio un uomo appartenente alla famiglia proprietaria della casa e del giardino, che sembra volersi impadronire di tutto. La fine del racconto si conclude in maniera fantasiosa e strana, solo come un fantasy può permettersi.
I personaggi sono come macchiette, invece, i fiori e il giardino, la notte, il paesaggio sono i veri personaggi del racconto, fantastici, colorati, lussureggianti, descritti con cura.
C’è molta confusione nel racconto forse per il modo con il quale sono narrate le poche vicende della trama. Ci sono un gran numero di ripetizioni, ridondanti e inutili, come se il lettore non avesse capito e avesse bisogno di avere ripetute le cose, oppure per un artificio necessario per ampliare il numero di pagine.  La lingua usata è piena e ripetitiva, usa tantissime similitudini che ti lasciano un poco scocciata e a volte sono proprio strane e artificiose, una dietro l’altra a imbottire la narrazione, impacciandola.

Lei lasciò cadere la mano. Azalea aveva intrappolato Dalia come l’angolo di un vestito a un rovo…Dalia chiuse gli occhi e il cuore di Estrella rabbrividì come se indossasse un manto di brina.

Anche l’uso di espressioni strampalate hanno reso veramente pesante la lettura e hanno confuso la trama perché non pertinenti alla narrazione.

Ricordò la febbre che la Pradera le aveva fatto calare addosso durante la fuga, quel senso sempre più vivo di cose immobili in movimento.

 Mentre girava il cucchiaio nell’ampio pentolone di rame, quella famiglia e quella cucina parvero talmente sue che non fece caso alla paprika che macchiava il mestolo del cucchiaio.

La sensazione provata nel leggerlo è stata quella che si prova davanti a qualcosa di non chiaro: perplessa, credo che questo termine descriva al meglio come mi sono sentita.
A chi potrebbe piacere? A chi ama i fiori e chi non preoccupa l’idea di leggere un sacco di parole per andare al succo delle cose.

Buona lettura!





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