RECENSIONE - "#iostoconloro" di Loredana Frescura e Marco Tomatis

Titolo: #iostoconloro
Autori: Loredana Frescura, Marco Tomatis
Editore: Leggereditore
Genere: Narrativa contemporanea
Prezzo ebook: € 4,99
Prezzo cartaceo: € 10,96
Data pubblicazione: 14 marzo 2018
Pagine: 160
Serie: autoconclusivo
ORDER

Ci sono cinque amici e compagni di classe e c’è un preside alla soglia della pensione che li osserva ogni giorno. C’è Teresa, detta ‘Gambe a Fiori’, che si dipinge la pelle per mascherare i lividi lasciati dalle violenze subite; Carla chiamata ‘Puttana’, leggera e spudorata, ma molto forte e sensibile; Graziano ‘Scarpe Strette’, che somiglia a un gigante impacciato e non vuole curare la propria malattia; e poi Enrico ‘Cervello Bruciato’, che abusa di alcol e droghe; e infine Francesco detto ‘Finocchio’, un genio della matematica insultato e deriso per la sua presunta omosessualità. La loro vita trascorre in maniera complessa tra il cattivo rapporto con i genitori, e lo scontro continuo con professori e bulli della scuola, tra i comportamenti spesso oltre il margine della legalità e il desiderio di non avere limiti e proibizioni...
Il preside è l’unico che sembra capirli, gli sta accanto e li guida, facendo scoprire a ognuno di loro che la solidarietà e la maturazione potranno portarli a straordinari e profondi cambiamenti. E quando tutto sembra assumere i toni del dramma e ogni cosa sembra perduta, i cinque amici troveranno la forza di volontà per sconfiggere ciò che amano definire come ‘Tutto Quello’: i soprusi, le sopraffazioni, la violenza, l’ottusità di una realtà che sembra non appartenergli ma che li assorbe con la sua inesorabile indifferenza.
Buongiorno miei cari, oggi vi parlo di un libro che affronta temi sociali, si tratta di #iostoconloro degli autori Loredana Frescura e Marco Tomatis, edito dalla Leggereditore.

Un libro che ho voluto leggere a tutti i costi, non mi perderò in divagazioni sulla trama perché la sinossi del libro è molto dettagliata.

I personaggi sono sette, li troviamo nel periodo più complicato nella vita di una persona, l’età scolastica quella delle medie. Il punto di connessione tra l’esser bambini e il diventar adolescenti, dove gli adulti tendono a non “vederli” in quanto a 12/14 anni si considerano i ragazzi autonomi, capaci di capire la differenza tra bene e male e quindi di autolimitarsi. Cosa molto sbagliata in quanto a questa età si è probabilmente più fragili e bisognosi di esser protetti e guidati.

“ Così andammo a pattinare tutti insieme, con Teresa che si teneva al mio braccio e Checco che piroettava come fosse un professionista, Enrico che rideva quando Teresa gridava e io che facevo la scema con tutti i ragazzi che incontravo sulla pista. Graziano felice di stare con noi, felice di scivolare sul ghiaccio, libero da quegli sguardi insistenti sui suoi piedi che tutti gli riservavano, come se lui fosse dentro i suoi piedi. Rideva e ci rincorreva e poi si fermava a guardarci. Un pomeriggio senza Tutto Quello…”

Carla, Francesco, Enrico, Teresa, Graziano e Piero sono ragazzi che oltre a non aver una guida sono anche soggetti a bullismo, percosse, abbandono e violenza. Tutto ciò avviene nelle mura domestiche, tra quelle scolastiche, nel paese dove vivono, dove gli adulti sembrano ciechi, sordi o troppo impegnati per far qualcosa. 
C’è qualcuno che si distingue ma le leggi e le regole sociali sono un monito o un impedimento a fare qualcosa, almeno finché la coscienza non impone un tentativo. 

“Avevo dimenticato il professor Donato, che in seconda elementare aveva regalato la sua merenda che profumava di pane e di olio caldo a Enrico, mentre un raggio di sole rimbalzava dalle lenti dei suoi occhiali fino a entrare nelle lacrime del mio amico riuscendo a farle evaporare. 
Aveva regalato una merenda, aveva soffiato via le lacrime di un bambino. ‘Ci conto.’ Era davvero pericoloso.”

Ma un aiuto può cambiare la vita e il percorso di queste? Complicato dare una risposta soprattutto quando tutti dicono che sarebbe meglio lasciar perdere perché è tempo sprecato.

“Avevo capito di aver penetrato in qualche modo la loro corazza. Per la prima volta avevo avuto la sensazione precisa che tra noi si fosse aperto un canale di comunicazione, certamente fragile e delicato, ma vero ed efficace.”

Considerazioni

Un libro particolare che mi ha trasportata indietro nel tempo, a rivivere quelle insicurezze e quella rabbia che quasi tutti gli adolescenti vivono. 
La narrazione è in prima persona e i pov sono quelli del Preside Donato e di Carla, si alternano e grazie a entrambi si riescono a ricostruire gli avvenimenti del passato e fanno vivere le emozioni che sentono i personaggi. Attraverso la voce di Carla si conoscono tutti i componenti del gruppo, i loro pregi e i difetti. Attraverso Donato si vivono le cose dal punto di vista dell’autorità, da colui che dovrebbe sapere che cosa fare, proprio perché è adulto e ha un ruolo importante; il preside in realtà si dimostra umano e anch’esso pieno di dubbi ma con un grande cuore.

“Tutto Quello. Ecco che cos’era il Tutto Quello cui aveva accennato Teresa. Tutto Quello che gli adulti non capiscono. Meglio, quello che i ragazzi non capiscono di noi. Tutto Quello che ci rende mostri ai loro occhi. Mi ero reso conto in quel momento una volta di più che non sono le parole che servono. O almeno non solo le parole. Mi ero pentito addirittura di aver detto ai cinque ragazzi che contavo su di loro. Non era così. Era il contrario. Non ero io a dover contare su di loro, ma loro a dovere e potere contare su di me. A fidarsi di me. Di noi. Di noi adulti.”

Il testo è ricco di dialoghi ma il vero “io” dei personaggi lo si apprende dalla parte introspettiva, dove si aprono completamente e lasciano vedere le fragilità. Sono trattati argomenti duri che lasciano increduli, la forza del testo è data dalla semplicità con cui tutto viene detto. Semplicità che non vuol dire banalità, c’è una sorte di rassegnazione che rende ancor più crudele i fatti.
Mi sono trovata in una risma di sensazioni, passando dalle risate a trattenere il fiato e a stringere i pugni insieme a loro. Le descrizioni particolareggiate rendono il tutto vivido. Una storia che porta alla riflessione, racconta un percorso di vita in cui ritrovarsi e a volte prendere il posto dei ragazzi o degli adulti. 
Non è stata una lettura semplice proprio perché catalizzante e commovente, il confine tra giusto e sbagliato è spesso molto sottile ma il più delle volte mi sono trovata a chiudere un occhio e trovarmi d’accordo con le scelte fatte. 
Questo è uno di quei libri senza spazio e senza tempo, dove gli avvenimenti che stiano accadendo nel presente o che siano ricordi, assumono un peso che li rende contemporanei. 
Faccio i complimenti agli autori perché hanno scritto una storia bellissima.
La correzione presenta piccole sviste ma passano davvero in secondo piano rispetto a tutto ciò che questa lettura mi ha regalato.
Sarebbe il momento dei consigli, questa volta non ho un target di lettori a cui consigliarlo o meno, mi piacerebbe che #iostoconloro venisse letto dagli adulti, dai ragazzi e che venisse letto anche ai più piccoli. Sono convinta che aiuterebbe tutti a riflettere su ciò che ci circonda e a capire che a volte basta davvero poco per non distruggere la serenità altrui.

“Non si possono salvare tutti. Vero. Soprattutto se non hanno l’intenzione di essere salvati. Falso. La frase esatta era un’altra. Soprattutto se non sanno che possono essere salvati.”


Buona lettura!
Monica S.



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