RECENSIONE "Il dolore del tiglio" Laura Scanu

Titolo: Il dolore del tiglio
Autrice: Laura Scanu
Editore: David and Matthaus collana Twins
Genere: Narrativa contemporanea, romanzo breve
Formato: Cartaceo
Prezzo cartaceo: 9.90 €
Data pubblicazione: Maggio 2016
Protagonisti: Lucilla
Pagine: 90




Le donne sono in intima relazione con il dolore. Hanno la stessa capacità del metallo di resistere alle forze che vi vengono applicate. Per un metallo la resilienza è il contrario della fragilità. Per una donna anche.


Laura Scanu nata a Todi nel 1961 vive e insegna a Magliano Sabina.
Inizia a scrivere dopo un corso con Vincenzo Cerami mettendo in pratica tutto il mondo di letture di una vita: sin da piccola il suo luogo preferito era la biblioteca. Scrive di donne e di tematiche sociali; prima co "Laura e Cosimo" edito Il Filo( ahimè) in cui parla di donne e mafia , poi  con il breve romanzo "Prima che cali il silenzio" edito LCE affronta il problema della pedofilia.
Un libro, questo,  con un pregevole approccio psicologico, dà parola al pedofilo stesso che parla della sua devianza e poi in una triade il racconto mostra le diverse facce del dramma attraverso le parole della moglie e della figlia. Il lavoro ha ottenuto il patrocinio della provincia di Rieti per il valore culturale e quello dell'associazione La caramella buona onlus contro la Pedofilia, da molti anni in campo, per il contributo che esse offre nella lotta stessa.
Molto apprezzato dal pubblico così dalla critica per lo stile con cui narra e affronta l'argomento, ha ricevuto, anche, oltre alle numerosissime ottime recensioni, l'apprezzamento della giuria del Premio Albero Andronico a Roma nelle sale del Campidoglio. L'associazione I.P.L.A.C. lo ha selezionato per il gruppo di rappresentanza al Worldbook, Rassegna internazionale Editoria, di Cattolica (Dicembre 2013).
Il libro è stato presentato in molte scuole per accendere il dibattito tra i giovani e ha varcato anche due volte l'ingresso del carcere romano di Regina Coeli per essere letto insieme ai detenuti. In questo caso si è avvalso della collaborazione dell'associazione Giovanna d'Arco onlus contro la Pedofilia che aveva già voluto Prima che cali il silenzio al Convegno Internazionale contro la Pedofilia nel Novembre 2012 a Montecitorio.
Molti personaggi illustri hanno offerto il loro volto per presentare il libro in giro per l'Italia tra cui l'Avvocato Nino Marazzita,  il giornalista vaticanista Franco Bucarelli e l'inviato di Rai 3 Pino Scaccia, il musicista Adriano Maria Maiello e i presidenti delle due Associazioni Roberto Mirabile e Maria Pia Capozza
Così molte amministrazioni comunali, tra cui Todi, Terni, Magliano S, Priverno, Piglio, Rieti, Viterbo hanno organizzato seminari e convegni per parlare di pedofilia in sedi istituzionali illustri.
Prima che cali il silenzio è stato ospite anche in numerosissime biblioteche tra cui Benedetto Croce a Napoli, la Paroniana di Rieti, a Sant'Oreste e molte librerie tra cui la più importante a Roma al Mel book store di via Nazionale.
Tradotto in inglese con il titolo di Before silence falls, ha rappresentato una novità nel campo della pedofilia in modo particolare dagli psicologi che lo hanno apprezzato per la correttezza con cui è affrontato il problema.
Pubblica nel giugno 2016 il suo terzo breve romanzo con ed. Twins "Il dolore del tiglio" che affronta il tema della violenza domestica. Prefazione cooperativa sociale Be free e post azione dello psicologo e psicotarapeuta Stefano Scatena.
Presentato al Festival Caffeina di Viterbo il 30 giugno e al Festival cinema&libri all'isola del cinema-Tiberina ROMA il 31 luglio 2016.
Il 26 settembre è stato presentato in un convegno "Il dolore ed il silenzio" a Pistoia e il 15 ottobre ad Ascoli Piceno, il 22 a Vallerano e il 4 Novembre ad Avezzano. Sono previste presentazioni a Roma, compresa una a Rebibbia per incontrare le donne all'interno della struttura.

Buongiorno lettori,
Come si scrive una recensione a un racconto di vita che mi ha scavato un buco nell’anima e formato un groppo in gola? Io di certo non lo so, quindi vi chiedo di portar pazienza per seguirmi in ciò che riuscirò a dirvi.

Laura Scanu  con Il dolore del tiglio mette nero su bianco la storia di Lucilla, nei due possibili finali che una storia di violenza domestica può avere.

Quello definitivo della morte fisica: 
la fine di tutto e ciò che resta nella voce di chi nel corso degli anni ha incrociato o conosciuto la vittima. Con i pensieri, la confusione e ciò che ognuno vede o pensa dell’accaduto, ciò che resta nell’insieme di parole a costruire un ipotesi di vita o la consapevolezza delle cose sapute ma taciute, finché non è troppo tardi per aiutare.

Quello di speranza: 
con la presa di coscienza della vittima, perché chi subisce violenza questo è: UNA VITTIMA.
La lotta interiore tra consapevolezza, il riappropriarsi di sé e la forza di fuggire da ciò che comporta un rapporto malato di sopraffazione e umiliazioni.


Considerazioni

La consapevolezza che questa storia  è realistica, e trova molte donne al posto della protagonista Lucilla, è emotivamente devastante.
L’autrice è riuscita a ricreare quella bolla emotiva, di oppressione e sofferenza, che ammanta una donna chiusa in una storia malata, da lettrice sono scossa e allo stesso tempo arrabbiata per questo senso di impotenza che provo.
La prima parte del racconto è tetra nella sua crudità, Lucilla e le sensazioni che la portano alla fine della vita, il senso di estraneità del suo carnefice e tutto quello che resta della vita di una persona nei racconti altrui; sono emozioni che avvolgono di tristezza e voglia di urlare BASTA! 
La seconda parte del racconto non è certo più dolce, vengo condotta nella vita di Lucilla che affronta e rivive le situazioni che l’hanno vista sua malgrado imprigionata in una tela di ragno. Da giovane bisognosa d’amore a moglie maltrattata per un non nulla, a vittima che tenta di sfuggire alle angherie e infine a persona che vuole riappropriarsi di sé e della propria vita. 
Dura ed emotivamente straziante questa parte mi trova divisa in due, da una parte coinvolta nel dolore e dall’altra non riesco ad accettare il perché delle cose.
Questo secondo percorso è interiore e ricostruisce le motivazioni che portano a cadere in certe situazioni e ciò che può dar una svolta tra la vita e la morte.
Grazie a chi ha curato la prefazione e alla postfazione dello psicologo Stefano Scatena , che mi aiutano a entrare e conoscere l’intero mondo che gravita dietro l’accettazione di certi soprusi  e alle associazioni che aiutano, chi vuol riprendersi la propria vita, a trovar una via d’uscita.
Complimenti a Laura Scanu che è riuscita a raccontare le emozioni e trasmettermele nella loro brutale forza e nella speranza di un futuro migliore.
Consiglio la lettura a tutti, giovani e adulti che siate uomini o donne, bisogna capire che non si può e non si deve soccombere a certe situazioni; che non si deve girare la testa da un’altra parte ma si può aiutare chi ne è coinvolto a trovare una via d’uscita.
Ci sono associazioni che aiutano con impegno a ritrovar una via per una vita nuova, lontano dal male o dalla morte. 
BeFree, che ha collaborato nella stesura del libro, è una di queste. 
In Italia ce ne sono molte, informatevi e rivolgetevi per ottenere aiuto o darne a chi ne ha bisogno.

Prendiamo consapevolezza di ciò che ci circonda e non voltiamo la testa da un’altra parte.


 Buona lettura!





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